se tu avessi amato i Maccheroni più de’ libri, che fanno l’umor negro,
non avresti patito aspri malanni… E vivendo tra i pingui bontemponi
giunto saresti, rubicondo e allegro, forse fino ai novanta od ai cent’anni.
Così scrisse il poeta napoletano Gennaro Quaranta replicando la critica mossa da Giacomo Leopardi sulla passione del popolo napoletano per la pasta.
La pasta, spesso, viene ridotta o addirittura eliminata quando c’è necessità di dimagrire. Si tratta di un pregiudizio sfatato da molti studi di ricerca che ne hanno dimostrato gli indubbi benefici sul controllo del peso e sui processi legati al diabete. Inoltre, fa bene all’umore.
Il suo utilizzo da parte dell’uomo si perde nella notte dei tempi. Testimonianze collegate a questo alimento risalgono all’età neolitica, quando è stata introdotta la coltivazione dei cereali. Oggi la pasta, simbolo della dieta mediterranea, rappresenta l’alimento più consumato nel mondo e soprattutto in Italia.
Proprietà nutrizionali
La pasta è composta prevalentemente di carboidrati complessi (84%), il 12% è rappresentato dalle proteine e solo il 4% dai grassi. Il suo apporto calorico è contenuto: 353 calorie per 100 g. Contiene fibre e vitamine del gruppo B. Apporta ferro e altri minerali quali il calcio e il fosforo, elementi delle ossa e dei denti. Contiene poco sale e niente colesterolo.
Effetti benefici sulla salute
L’elevato contenuto di carboidrati complessi la rende un alimento molto digeribile e con un alto potere saziante. Grazie all’elevata presenza di amido, la pasta migliora anche l’umore. Inoltre, molti studi hanno dimostrato che può essere consumata anche dai diabetici perché riesce a modulare il rilascio di insulina, abbassando i livelli di glicemia.
E’ assodato che le diete ricche in carboidrati complessi e fibre ma povere in grassi presentino numerosi vantaggi, tra i quali il controllo del sovrappeso e dei processi degenerativi associati al diabete. Inoltre, la pasta con frumento integrale svolge un importante ruolo nella prevenzione delle patologie cardiovascolari, abbassando i livelli di colesterolo cattivo (LDL) nel sangue.
Tutti possono mangiare la pasta?
La risposta è “si”, a condizione che la quantità di pasta non superi il fabbisogno calorico giornaliero e che non si abusi nell’utilizzo di condimenti grassi.
La dieta mediterranea, che meglio di altre permette di controllare il peso corporeo e di preservare la salute, prevede una quota di carboidrati (semplici e complessi) pari a 50-55% del fabbisogno giornaliero. Di questa, più dell’80% deve essere rappresentata dai carboidrati complessi.
Un altro aspetto fondamentale è il condimento. Bisogna, evitare salse grasse o troppo elaborate. Le verdure e i legumi rappresentano il miglior condimento per un buon piatto di pasta.
Il programma personalizzato gdiet realizza schemi alimentari equilibrati, dove non mancano alimenti graditi alla persona, inclusa la pasta, la cui quantità viene definita in base al fabbisogno energetico giornaliero e al profilo genetico.
Image by Roger Karlsson

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